Era il lontano Marzo del 1957 quando, in un piccolo sobborgo marchigiano nasceva la Vetreria Artistica di Tofoni Umberto, un uomo di Servigliano che portò la sua grande vocazione per la lavorazione del vetro prima a Porto Sant’Elpidio come mestiere, e poi la trasformò in passione e gusto per l’arte. Umberto è sempre stato un uomo con un grande fiuto per gli affari: fu proprio lui che un giorno, a casa di un suo amico che abitava nel quartiere Faleriense di Porto Sant’Elpidio, iniziò a disegnare e a progettare uno schermo per la “molatura dei vetri”. La molatura consiste nella lavorazione dei bordi di una lastra tramite nastri abrasivi o mole di pietra, con diversi gradi di finitura e differenti sagomature che danno origine ai vari tipi di bordo; essa è uno dei processi principali della produzione vetraia.

 

432C1769-AEF5-487A-ABB5-D80269C3A099Umberto Tofoni nella sua vetreria negli anni 70

Ideati i primi strumenti, Umberto decise di avviare insieme al suo amico una piccola attività incentrata principalmente su vetri di porte e finestre. L’uomo era un grande imprenditore e aveva dimostrato a tutti come, pur non avendo frequentato le scuole più alte, era riuscito a circondarsi di persone, con i quali sapeva rapportarsi e raffrontarsi.
Fu questo uno dei motivi per cui, infatti, non riuscì ad andare d’accordo col suo socio: la sua aspirazione per gli affari lo teneva sempre lontano dal lavoro manuale, quindi le strade dei due amici si separarono e Umberto si trasferì in centro, dove aprì il suo piccolo negozietto che è quello che ancora oggi viene portato avanti dal figlio Paride e dal nipote Umberto. Durante la sua carriera da vetraio, Umberto intraprese vari progetti e lavori: da porte e finestre di piccoli appartamenti si passò piano piano a palazzoni come il grattacielo di Porto San Giorgio e il Green Leaves di Porto Recanati, per rimanere in territorio marchigiano.
Più tardi si acquisirono clienti sardi e la lavorazione venne portata anche a Porto Cervo , all’hotel Poltu Qualtu. Infine lo stretto legame con Roma ha fatto si che i Tofoni intraprendessero progetti a Trigoria.
Dopo di che, la vetreria ampliò le sue prospettive e cominciò a produrre scale di condomini e anche maschere da sub, le maschere da “ palombaro “, per una famosissima ditta di Genova.
Infine si passò alla decorazione dei vetri e degli specchi che fino a poco tempo fa portavano, oltre ai vari disegni, le iniziali del suo creatore : “TU”.
Nella vetreria c’erano 7 dipendenti, i quali a mano a mano cominciarono a diminuire quando entrò in gioco Paride, il primogenito di Umberto.
Nel frattempo vennero messe appunto nuove tecniche per la lavorazione e furono istituiti nuovi macchinari: inizialmente solo la vetreria Tofoni era presente a Porto Sant’Elpidio e non c’era ancora nulla in questo piccolo borgo.
Poi però lo sviluppo partì anche qui e bisognava iniziare a rinnovarsi. Vennero portati in negozio il “pantografo”, uno strumento meccanico per disegnare o tracciare una figura in scala diversa, seguendone il contorno, utilizzato per la produzione delle finestre; il “sughero”, per lucidare i vetri; la “sega a nastro”, che permette di tagliare diversi materiali; la “sabbiatrice”, per l’operazione di sabbiatura dei vetri, un processo meccanico con il quale si sfregano le superfici di diversi materiali attraverso un getto di aria e sabbia. Infine tutti gli altri strumenti come la gru per trasportare i vetri, metri, righelli e così via.
Il rapporto padre-figlio che si era instaurato a livello lavorativo fu importantissimo per lo sviluppo della vetreria che conobbe anni di grandissima prosperità e riuscì a superare i periodi di crisi. E proprio l’impronta familiare che era stata data all’impresa è quella che ancora oggi caratterizza la vetreria e l’amore che viene messo nel lavoro svolto. Infatti, la sfrenata passione per la decorazione dei vetri e degli specchi non apparteneva solo al nonno, ma anche al nipote Umberto, il quale non a caso porta lo stesso nome, possedeva dalla nascita quella stessa voglia di “fare arte”.
Umberto ha frequentato l’Istituto d’Arte a Fermo, indirizzandosi verso il mondo del restauro dei beni culturali. Questo settore è un vero e proprio spaccato nel mondo artistico. Già prima del diploma, però, Umberto si prestava ad aiutare il nonno e il padre in vetreria, ed imparava via via il mestiere di vetraio. Una volta concluse le superiori, si dilettò tra diversi lavoretti saltuari per cercare di impiegare il suo tempo e guadagnarsi da vivere, aspettando l’occasione giusta per dare una svolta alla sua vita.
Esattamente il 14 Marzo 2014, Umberto era seduto sulla scrivania del negozio, proprio accanto al laboratorio artistico. Mentre spulciava vari social network, tra cui Facebook, che lo ha aiutato tanto nelle sue scelte, vide dei papillon; nello stesso momento sua padre stava intagliando uno specchio, facendogli prendere la forma di una sagoma femminile.

F38EBF32-9C3F-47B2-B86D-85A94C4BB058A Sinistra Umberto Tofoni (1983) a destra il nipote Umberto (2016)


A quel punto, ha provato ad intagliare un primo abbozzo di papillon da applicare alla figura di vetro.

Il giorno seguente indossò il papillon e si presentò ad una festa dove tutti si complimentarono per la particolarità dell’accessorio. E da qui l’idea : Umberto fece svariate ricerche per capire se esistessero papillon in vetro in tutto il mondo ed effettivamente la ricerca portò buoni risultati.

La scelta del nome poi, non fu dettata dalla fantasia: “POCULUM” in latino, significa “lavorazione del vetro”, con un indirizzo verso la lavorazione dei bicchieri; il nome però era intrigante e super azzeccato per l’accessorio.

Di lì a poco il marchio venne registrato come produzione propria della vetreria, e fu una grossa soddisfazione per Umberto, dato che i POCULUM rappresentavano un marchio REGISTRATO MADE IN ITALY in tutta Europa.

img_5680.jpgUmberto Tofoni sul tavolo da taglio (Natale 2018)

Dopo di che l’assetto giuridico subì un cambiamento perché accanto all’impresa artigiana per la lavorazione del vetro, che rimase  tale, si istituì una START-UP INNOVATIVA, sotto forma di SRL, che rappresentava, appunto, il nido dei Poculum.

Così Umberto intraprese la sua storia da artigiano: il boom fu immediato, tutti volevano conoscere i Poculum ed erano colpiti dalla storia di un semplice ragazzo che era riuscito a creare attorno a se una cosa così grande.

Piano piano, anche il commercio mutò e si innovò, portando all’introduzione di un sito web che garantiva lo shopping online.

Dopo aver conquistato le maggiori riviste di Moda internazionali come VOGUE ACCESSORY, e soprattutto dopo l’intervista dedicata ad Umberto dal magazine MILLIONAIRE la crescente avanzata dei Poculum fecero crescere la fiducia di Pierpaolo Lattanzi, un caro amico di Umberto che decise di diventare socio della POCULUM SRL per aiutarlo nella gestione dell’azienda, una scelta quella di Pierpaolo che rese Umberto molto felice.

Umberto però, non si fermò solo a questo, voleva che la sua iniziativa fosse conosciuta da tutti non solo a livello di giornali o da dietro un computer, voleva che la gente toccasse con mano le sue creazioni.

Così allacciò i rapporti con importanti negozi nella penisola Iberica.

Le esperienze fondamentali però furono quelle in Canada, che ospitò per due volte Umberto: i Poculum vennero lanciati sul mercato canadese con la “TORONTO MAN’S FASHION WEEK”, la settimana della moda nella terra dell’acero rosso.

img_5678.jpgUmberto Tofoni di spalle nel suo laboratorio (2018)

Oggi, dopo sei anni dalla nascita di POCULUM Umberto in accordi con il padre Paride dopo la morte del nonno che ha creato un vuoto incolmabile decide di assumersi a suo carico tutta la vetreria e di farne un unico marchio di moda e design del vetro, da una collezione di bicchieri dalle qualità uniche a tutto l’arredamento di interni come porte temperate, box doccia, parapetti e specchi di design su misura unici. Prosegue ancora invece con grande successo tutta la parte del design di accessori moda con il primo papillon in vetro al mondo, icona indiscussa del marchio Poculum. Oggi potete trovare POCULUM LA VETRERIA nello stesso luogo in cui c’era la vetreria Artistica Tofoni nata nel 1957, nulla è cambiato se non l’evoluzione del design e dei nuovi accessori all’avanguardia. 

030A6245-1462-44D1-9D27-C11F9D35F897Umberto Tofoni alla Toronto Men’s Fashion Week (2017)

Umberto Tofoni con la sua prima collezione di bicchieri Poculum Home (2020)

Paride Tofoni alle prese con il taglio di una lastra di vetro antisfondamento (2018)

Poculum black rococo , uno dei modelli più belli del primo papillon in vetro al mondo realizzato da Umberto Tofoni

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